La presenza fenicia in Sicilia

La storia della Sicilia sui libri inizia in molti casi con la colonizzazione greca dell'isola. I greci hanno lasciato una grande eredità culturale in Sicilia, e nel sud della penisola Italica, che ancora oggi è nota in tutto il mondo come testimonianza di un florido periodo storico. A partire da Tucidide i primi storici erano greci, questi scrivevano la storia soprattutto secondo il punto di vista greco. Uno di questi importanti storici è di origine siciliana, Diodoro Siculo. In base agli scritti lasciati da questi storici la storia siciliana è stata considerata per tanto tempo il racconto dell'antagonismo fra le città-stato greche come Agrigento, Gela, Siracusa da un lato, e i cartaginesi dell'Africa del Nord dall'altro. Durante il periodo del dominio romano non cambiava tanto, gli storici scrissero su ben tre guerre puniche che si disputarono fra i romani e i cartaginesi (la Prima, Seconda e Terza Guerra Punica). Tuttavia si trova in Sicilia un'eredità culturale fenicio-punica altrettanto importante ma meno nota di quella greca 1. L'area frequentata dai fenici e dai punici si limitava alla Sicilia nord-occidentale, l'area che oggigiorno coincide pressochè con le province di Trapani e di Palermo. Ma da dove venivano questi fenici e perchè si insediarono in Sicilia?

L'espansione fenicia in occidente

Insediamenti fenici in Sicilia
Insediamenti fenici in Sicilia

Gli studiosi di storia antica chiamarono fenici i mercanti che nel primo millennio avanti Cristo provenivano dalla Fenicia,regione che oggi coincide con l'odierno Libano. Questa è una semplificazione se si considera che questi mercanti in realtà provenivano da un'area più vasta, l'area siro-palestinese. Questi mercanti venivano da città come Arvad, Biblo, Beirut, Sidone, Sarepta e Tiro (Sor), tutte importanti città portuali che si affacciavano sul Mediterraneo e che oggigiorno fanno parte dei territori della Siria, del Libano e dell'Israele. Tutte queste città-stato erano independenti fino al momento che Tiro nel X secolo a Cristo prendeva il sopravvento su tutte le altre 2.
Uno dei motivi fondamentali dell'espansione fenicia verso il mediterraneo occidentale, in particolare della città di Tiro, era la ricerca dell'argento, metallo prezioso molto ambito dall'impero assiro nella vicina Mesopotamia. La città-stato di Tiro riusciva a soddisfare la richiesta di argento degli assiri inviando le sue navi per le lontane terre della Spagna del sud, nel Tartessos. Le rotte verso l'occidente erano già note ai mercanti fenici e prima di loro a quelli ciprioti. Si pensa che il traffico di argento e l'abilità dei mercanti fenici di inserirsi nei traffici locali, proponendo a loro volta i propri prodotti di lusso (profumi, porpora, ceramiche, oggetti in pasta vitrea), siano state fondamentali per il loro successo 3. I primi insediamenti fenici in occidente erano dei ports of call o ports of trade, questi erano porti di appoggio dove i mercanti scambiavano le loro mercanzie. Questi porti non erano frequentati esclusivamente dai mercanti fenici, ma anche da mercanti greci, gli eubei. Un noto esempio di un porto dove si svolgevano attività di scambio di questo tipo era Pithecoussai, l'odierna Ischia, ma si suppone che anche Motya (Mozia) con il suo porto, situata su una piccola isola davanti alla costa Siciliana, potesse aver avuto un ruolo simile. I fenici però non si spinsero nell'entroterra per fondare estese colonie territoriali, come fecero i greci in un'epoca successiva 4.

Gli insediamenti fenici in Sicilia

In Sicilia, più che in Sardegna le tracce della presenza fenicia sono state distrutte e coperte in epoche successive. Probabilmente l'insediamento più noto attraverso gli scrittori antichi è quello di Mozia. Mozia intratteneva ottimi rapporti con il vicino popolo degli Elimi ed era, in rapporto alle altre colonie nella Sicilia occidentale, l'insediamento più vicino a Cartagine. Tucidide menziona nei suoi scritti anche gli insediamenti fenici di Panormus (Palermo) e Soloeis (Solunto?) nel nord della Sicilia. Sull'isola di Pantelleria sono state rinvenute tracce della presenza fenicia. Se i fenici fossero presenti in altre parti della Sicilia come suggerisce il testo di Tucidide non è ancora accertato da studi archeologici 5. Secondo le fonti scritte il santuario più rinomato nella Sicilia occidentale era quello dedicato ad Astarte e si trovava in cima al monte Erice, nel territorio degli elimi. Il santuario veniva visitato da marinai e mercanti provenienti da tutto il Mediterraneo, fra i quali anche i fenici. Infatti Astarte era una dea fenicio-cipriota, conosciuta dai greci col nome di Afrodite e dai romani col nome di Venere. Dopo la conquista della Sicilia da parte dei romani, questi dedicarono un tempio alla Venere Ericina nella città di Roma 6.

Da analisi effetuate su reperti rinvenuti durante gli scavi archeologici si è potuto datare il periodo della fondazione degli insediamenti fenici nell'occidente. I reperti archeologici più antichi rinvenuti nella necropoli di Motya, sull'isola di San Pantaleo dove sorgeva la cittadina, risalgono al VIII secolo a C. Reperti provenienti dal tofet e dal santuario del Cappiddazzu risalenti al VII e VI secolo a C testimoniano il periodo della crescente prosperità della città 7. Infatti la costituzione di un'area dedicato al tofet (santuario all'aria aperta) e la costruzione del tempio sono considerati momenti importanti dell'urbanizzazione 8. Per quanto riguarda l'insediamento fenicio di Palermo non si hanno dati certi che questa sia stata fondata prima del VII secolo a C, mentre per Soloeis (Solus oppure Solunto) non ci sono prove certe di una fondazione fenicia 9.

Note

1 Un libro recente sulla storia dei fenici e cartaginesi è quello di Richard Miles, Cartagine.
2 Sherratt & Sherratt 1993, p.364; Aubet 1993, p.42 ff.; Markoe 2000, p.170-174; Volpi 2004, p 17-20
3 Sherratt & Sherratt 1993, p. 363; Mathäeus 2000, p. 56-57; Frankenstein 1979, p. 280-283
4 Sherratt & Sherratt 1993, p. 368; Markoe 2000, p. 175-176; Frankenstein 1979, p. 278; Coldstream , p.263-264; Buchner , p.279; Botto 1989, p.235,241; Volpi 2004, p 21; Tusa 1999, p 232
5 Aubet 1993, p 138, 200; Volpi 2004, p 22; Finley 1978, p 35-36; Moscati 1986, p136; Tusa 1999, p 232, 246 (Pantelleria)
6 Moscati 1986, p 101-105; Tusa 1999, p 247
7 Aubet 1993, p 200-203; Volpi 2004, p 31; Tusa 1989, p 11, 30-33, 41-43; Moscati 1986, p 61-90 (Mozia)
8 Aubet 1993, p. 216,217; Van Dommelen 1998, p 82-83, 104; Van Dommelen 2005, p 154
9 Moscati 1986, p 106,115 ;Amadasi Guzzo 1990, p 60; Tusa 1999, p 240 (su Solunto) 242 (su Palermo)

Bibliografia

1. Amadasi Guzzo, M.G. 1990, Iscrizioni fenicie e puniche in Italia, Roma
2. Aubet, M.E. 1993, The Phoenicians and the West. Politics Colonies and Trade, Cambridge (first published in Spanish, 1987)
3. Botto, M. 1989: Considerazioni sul commercio fenicio nel tirreno nell'VIII e nel VII secolo a. C., in: Istituto Universitario Orientale Annali Archeologia e Storia Antica XI, Napoli
4. Buchner, G. 1979: Die Beziehungen zwischen der euboïschen kolonie Pithekoussai auf die Insel Ischia und dem nordwestsemitischen Mittelmeerraum in der Zweiten Hälfte des 8. Jhr v. Chr., in: ed. H.G. Niemeyer, Phönizier im Westen, Köln, p. 277-298
5. Coldstream, J.N. 1979: Greeks and Phoenicians in the Aegean, in: ed. H.G. Niemeyer, Phönizier im Westen, Köln, p. 261-272
6. Finley, M.I. 1985: Sicilia antica, Roma
7. Frankenstein, S. 1979: The Phoenicians in the far west. A function of Neo-Assyrian imperialism, in: ed. M.T. Larsen, Power and Propaganda. A symposion on ancient empires, Copenhagen
8. Markoe, G.E. 2000: Peoples of the past. Phoenicians, London
9. Matthäus, H. 2000: Die Rolle Zyperns und Sardiniens im Mittelmeerischen interaktionsprozess während der Späten Zweiten und Frühen ersten Jahrtausends v. Chr., in: Der Orient und Etrurien, Roma
10. Moscati, S. 1985, Italia Punica, Milano
11. Sherratt, A.G. & E.S. Sherratt 1993: The growth of the Mediterranean economy in the early first millenium B.C., in: World Archeaology 24, p. 361-378
12. Tusa, V. 1999, Sicily in: The Phoenicians, ed. S. Moscati (first published on the occasion of the exhibition The Phoenicians at the Palazzo Grassi Venice 1988), New York, p. 231-250
13. Volpi, A., M.P. Toti 2004, Motya, nel mondo dei fenici, Marsala
14. Van Dommelen, P. 1998, On Colonial Grounds, Leiden
15. Van Dommelen, P. 2005, Urban Foundations? Colonial settlement and urbanization in the Western Mediterranean in: Mediterranean Urbanization 800-600 BC, ed. R. Osborne and B. Cunliffe, New York, p. 143-167

Ultimo aggiornamento 08/12/2015
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